OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Solve et Coagula

Solve et Coagula
mista, legno, stoffa, biopelle, strumenti da cucina, carta fatta a mano, stoffa, bulloneria, prodotti alimentari
300 cm x 200 cm x 260cm

Luca Gerry Conte

nato/a a Genova
residenza di lavoro/studio: Amsterdam, NETHERLANDS


iscritto/a dal 23 apr 2026


Under 35

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mista, legno, carta fatta a mano, stoffa, bulloneria, prodotti alimentari, componenti elettrici, biopelle
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mista, legno, carta fatta a mano, stoffa, bulloneria, prodotti alimentari, componenti elettrici, biopelle
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mista, legno, carta fatta a mano, stoffa, bulloneria, prodotti alimentari, componenti elettrici, biopelle
variabili

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE OPERA (Solve et Coagula)
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Installazione sviluppata durante la residenza presso Jan van Eyck Academie, 2025, con il supporto di Italian Council edizione 13 per il progetto di ricerca ”How to Build Intertwining Food Narratives”.
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L’opera si tratta di un dispositivo modulare composto da sei elementi principali che possono essere riorganizzati in diverse forme. Può essere presentato come tavolo, portale, totem, libreria, studiolo, espositore, quinta teatrale e altre conformazioni.
All’interno sono esposti i risultati di vari esperimenti gastronomici realizzati durante l’uso in diverse configurazioni. L’installazione ha una modalità di presentazione sia narrativa che espositiva, intrecciando il tempo della creazione a quello dell’esposizione. Oltre a materiali e ammennicoli frutto della trasformazione dei rifiuti non commestibili di alcune produzioni culinarie, sono presenti anche attrezzi da cucina che possono permettere di reiterare queste evoluzioni, attivando di fatto l’opera. La forza motrice di Solve et Coagula è il desiderio di trasformare il cibo e altri materiali quotidiani attingendo a conoscenze alchemiche, nel tentativo di estrapolarne le qualità intrinseche. La disposizione dei moduli pone le basi per diversi processi, suggerendo in maniera semplice ed intuitiva . Uno degli obiettivi dell’installazione è quello di innestarsi temporaneamente in luoghi diversi nel tentativo di svolgere funzioni pratiche mentre si ricerca la poetica della produzione artistica. Finora è stata presentata in diverse manifestazioni pubbliche:
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* Come passaggio e laboratorio all’interno della caffetteria della Jan Van Eyck Academie durante “Situated Institutions, Relational Practices, Liminal Studios” ad aprile 2025;
* Come totem durante una caccia al tesoro alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia durante “Avvenimento#3” a settembre 2025;
* In versione laboratorio ermetico durante gli “Open Studios” ad ottobre 2025 alla JvE Academie;
* Come portale a Mediamatic, Amsterdam, “Hydrocommons” a febbraio 2026.
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Durante i quattro eventi, il pubblico è stato invitato a interagire con i diversi utilizzi dell’installazione e a partecipare attivamente alla preparazione di fermentazioni, alla fabbricazione di
carta e sculture con fibre alimentari, tinture per tessuti, degustazioni, cacce al tesoro, momenti solitari, come di condivisione. L’installazione vuol far riflettere sulle varie possibilità di riconfigurazione personale e collettiva, considerando tanto il contesto in cui ci si trova quanto la propria volontà di partecipare a trasformazioni e scoperte quotidiane.
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BIOGRAFIA
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Luca (Gerry) Conte è un artista transdisciplinare la cui pratica si articola tra arte, gastronomia e processi ecologici e relazionali. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara (2012) e alla KABK Royal Academy of Art (2017), prosegue la sua ricerca presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari, territorio e cultura materiale.
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Nel 2025 è residente presso la Jan van Eyck Academie, contesto in cui consolida una ricerca orientata ai linguaggi post-disciplinari e alle ecologie della trasformazione. Attualmente è sostenuto dal programma “3 Package Deal” di AFK Amsterdam Fund for the Arts, in collaborazione con Waag, Mediamatic e la Vrije Universiteit Amsterdam, nell’ambito della ricerca in bio design.
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Cofondatore di Trixie (L’Aia, 2018) e Palazzo Bronzo (Genova, 2022), il suo lavoro si configura come un’ecologia operativa in cui ogni elemento — immagine, dispositivo, struttura o situazione — partecipa a un sistema più ampio, un logos naturale inscritto nello spazio.
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Il cibo occupa una posizione centrale come medium e catalizzatore: non solo oggetto di ricerca, ma dispositivo di attivazione sensoriale e sociale. Attraverso pratiche gastronomiche e situazioni partecipative, Conte costruisce contesti in cui l’ordinario viene sospeso e reso poroso, generando micro-eventi di relazione e attrito.
Alla base della sua pratica si sviluppa un processo alchemico continuo, una riflessione sulla trasformazione della materia, del significato e del sé. L’interesse si concentra sulla qualità intrinseca dei materiali, sul loro equilibrio con l’ambiente e sul momento in cui raggiungono il proprio apice. L’opera non è intesa come prodotto, ma come intuizione dei cicli di decadimento e rinascita che attraversano il mondo vivente.