OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Me lo avevi promesso

Me lo avevi promesso
olio su tela grezza, cornice di legno,
60x90 cm

Luigi Di Fabio

nato/a a Termoli
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 26 apr 2026


Under 35

http://www.luigidifabio.com


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olio su tela grezza, in cornice di legno,
50x70 cm

Descrizione Opera / Biografia


L’opera si inserisce nella ricerca dell’artista sulla “leggerezza”, intesa come tensione a superare i limiti della condizione umana, e appartiene a una serie incentrata sul cuscino. Oggetto intimo e legato al riposo, il cuscino diventa un dispositivo che permette di riconsiderare immagini e gesti archetipici, collocandoli in uno spazio sospeso tra esperienza quotidiana e desiderio di alleggerimento.
Nell’immagine, una mano nasconde un dentino sotto il cuscino, richiamando un rito infantile legato a una promessa silenziosa. È un gesto minimo, carico di attesa: qualcosa viene lasciato nella speranza di una trasformazione. La pittura trattiene questo momento sospeso, in cui la ”leggerezza” sembra vicina ma non si compie mai del tutto. Rimane una promessa che orienta il desiderio, mantenendo il soggetto in equilibrio tra fiducia e mancanza.
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BIOGRAFIA
Luigi Di Fabio (1998, Termoli) vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica indaga il concetto di ”leggerezza” come possibilità di interrogare e oltrepassare i limiti intrinseci della condizione umana. Attraverso un linguaggio essenziale che attraversa pittura, fotografia e video, l’artista costruisce un immaginario sospeso tra concretezza e desiderio di levitazione, in cui il corpo — spesso autoritratto — diviene luogo di tensione tra fragilità e trascendenza. Nelle sue opere, corpi fluttuanti, palloncini ed elementi emblematici si intrecciano in composizioni che evocano l’oscillazione costante tra gravità e sospensione, tra presenza fisica e aspirazione a persistere oltre i limiti del corpo, in cui talvolta compaiono insetti — attratti dalla luce e guidati da un impulso primario — come immagini di un desiderio che si attiva e si orienta senza mai trovare pieno compimento. Il vuoto suggerito dalle sue tele grezze, elemento ricorrente della sua pratica, agisce come una soglia percettiva che intensifica il senso di precarietà e instabilità esistenziale. In questo contesto, autoritratti fotografici e video-performativi diventano strumenti di indagine sul corpo come luogo di esperienza attiva, impegnato in un continuo processo di negoziazione e superamento dei propri confini. La ”leggerezza”, nel lavoro di Di Fabio, non si configura come uno stato raggiunto, ma come una tensione: un movimento verso un altrove possibile, che riflette il desiderio profondamente umano di trascendere la materia, l’identità e il tempo.
Luigi Di Fabio ha esposto in mostre personali e collettive presso istituzioni e gallerie quali il Museo della Permanente di Milano, il Museo Civico Giovanni Fattori (Combat Prize 2025), il MUVEC Mestre, il Castello di Vigevano e il Castello Visconteo di Legnano, oltre a gallerie come ArcGallery, LeoGalleries e Nuar Gallery.
Tra i riconoscimenti si segnalano il Primo Premio al Premio Morlotti (2024), la finale al Combat Prize (2025) e al Premio Mestre di Pittura (2026), oltre alla Menzione Speciale a CREA Open Venice (2026).
IG: luigidifabio.studio