OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Scorre tra i rami e nelle vene

Scorre tra i rami e nelle vene
installazione composta da disegni a inchiostro su carta, stampe fotografiche, carta velina, filo e materiali trasparenti, parete lignea
300 x 200 x 5 cm

Luna Colombini

nato/a a Lucca
residenza di lavoro/studio: Livorno, ITALIA


iscritto/a dal 24 apr 2026

https://lunacolombini.com/


visualizzazioni: 58

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installazione composta da disegni a inchiostro su carta, stampe fotografiche, carta velina, filo e materiali trasparenti, parete lignea
300 x 200 x 5 cm

Descrizione Opera / Biografia


Il lavoro nasce da una residenza artistica a Villa Faraldi, sulle colline di Imperia, e si sviluppa in relazione allo spazio dell’ex oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, luogo stratificato che conserva tracce di pratiche devozionali e, più recentemente, della presenza dello scultore Fritz Roed.
L’installazione si costruisce come un sistema di elementi pittorici e disegni che si dispongono nello spazio senza gerarchie, seguendo una logica di diffusione. Le immagini — frammenti di paesaggio, strutture arboree, porzioni di corpo — non sono pensate come rappresentazioni isolate, ma come parti di un unico campo in trasformazione.
Il segno si espande per ramificazione: si addensa, si interrompe, si riattiva. Attraversa superfici diverse e si distribuisce come una materia instabile, mettendo in relazione il vegetale e il corporeo senza stabilire una distinzione netta tra interno ed esterno.
All’interno dello spazio dell’oratorio, questa diffusione entra in tensione con l’architettura e con le tracce già presenti, attivando una relazione silenziosa tra immagine e contesto. Il lavoro non si impone come forma autonoma, ma si inserisce come presenza porosa, capace di aderire e allo stesso tempo di alterare la percezione del luogo.
“Scorre tra i rami e le vene” si configura così come un dispositivo aperto, in cui il segno non descrive, ma mette in circolazione: una continuità instabile tra paesaggio e corpo, tra superficie e profondità, tra visibile e latente.
Luna Colombini (Lucca, 1985), vive e lavora tra Livorno e Torino.
La sua ricerca si sviluppa tra disegno, pittura e installazione, indagando la relazione tra corpo, spazio e paesaggio come sistemi interconnessi. Attraverso l’uso di materiali leggeri e processi stratificati, costruisce ambienti in cui il segno si espande oltre la superficie, attivando condizioni di attraversamento e percezione.
Il suo lavoro si orienta verso una pratica in cui il corpo emerge come elemento liminale, in relazione continua con l’ambiente.