Artwork description / Biography
L’opera Lo strappo ritrae i tre figli dell’artista abbracciati e sdraiati in una composizione che ricorda una sorta di trinità personale. La maternità è narrata nella sua esperienza generativa e allo stesso tempo violenta, come suggerisce il titolo. A partire da questa ambiguità, tutta l’opera si costruisce come risultante delle tensioni che la attraversano, in una negoziazione continua tra forze, in primis tra elementi figurativi e astratti. Le figure, trasferite da una fotografia, emergono e affondano nel fondale in un movimento dialettico tra farsi e disfarsi. La pittura a tratti decisa e calcata, a tratti nebulosa e materica di Marcella Porello lascia i corpi indefiniti, abbozzati o forse cancellati, nelle numerose stratificazioni del dipinto. Come se l’immagine fosse sul punto di apparire o sbiadire improvvisamente, l’opera racconta un processo sospeso tra passato e futuro. Il desiderio di una maternità si confonde con la sua memoria. La biografia dell’artista, che soffre di endometriosi cronica, si ricongiunge con quella di tutte le donne, in cui il fantasma della maternità abita lo spazio tra presenza e assenza, visibilità e invisibilità. Le figure stesse costituiscono una presenza quasi spettrale, gli sguardi assenti o lontani, e turbano un ideale pacificato di famiglia, in cui la cura relazionale e affettiva non è solo un vincolo d’amore ma anche lavoro sfruttato e abnegazione del sé materno.
Il dipinto interroga l’esperienza profonda della generazione, intesa sia come proliferazione dal proprio io sia come forma di organizzazione della materia indipendente, in cui la figura genitoriale diventa quasi uno strument: i figli diventano così una propaggine dell’artista ma allo stesso tempo anche una composizione indipendente, separata che l’artista osserva esterna. Le posizioni dei corpi, intrecciate e centripete, mostrano un assemblaggio in cui anche tra i soggetti ritratti emergono relazioni di cura e protezione reciproca: i loro corpi tendono alla ricerca di una prossimità e aggregazione.
Ne Lo strappo Marcella Porello tratteggia questioni che spaziano da tematiche sociali e culturali fino a esperienze universali e misteriose in maniera semplice e diretta, e lasciano aperte molteplici letture a chi si trova chiamato a osservare. Ispirata dalla poetica di artiste come Jenny Saville e Mariangela Gualtieri, la capacità dell’artista è quella di legare tra loro impressioni plurali all’interno di una poetica delicata e intima.
Marcella Porello (1975) è artista e lavora Miroglio Fashion Group. La sua pratica artistica utilizza i medium della pittura, fotografia e illustrazione. La sua ricerca ruota attorno al tema della cura in una prospettiva biografica, attraverso genealogie e narrazioni femministe dalla sua famiglia.
I soggetti di Marcella Porello, quasi sempre provenienti dal suo universo affettivo e ripresi da fotografie, vivono sospesi tra le dimensioni del sogno e del ricordo, da cui interrogano ed emozionano in chi li osserva.