OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | Chtonia - A story beyond Anthropocene

Chtonia - A story beyond Anthropocene
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4 minuti

Marco Calabrese

nato/a a Salerno
residenza di lavoro/studio: Cartagena, SPAIN


iscritto/a dal 21 apr 2026


Under 35

https://chtonia.com/


visualizzazioni: 99

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Descrizione Opera / Biografia


Chtonia è un ecosistema narrativo, visivo e teorico nato dalla speculazione su identità, corpo e
intelligenze artificiali, intese come specchio dei limiti esistenziali dell’essere umano e, al contempo,
come agenti di un possibile superamento.
Il progetto nasce come cortometraggio per la tesi finale del Master in 3D Visual Design presso
AANT Roma (data di conseguimento 09/11/2024) e si sviluppa come esplorazione di un processo di
worldbuilding non antropocentrico. Ispirato alle teorie di Chthulucene di Donna Haraway, costruito
sulle ispirazioni delle pietre miliari del genere fantascientifico e orientato da una bussola teorica
transfemminista, il cortometraggio sposta il focus non oltre l’umano in senso escludente, ma verso
una visione che lo reintegra in un sistema più ampio, dove il corpo e i suoi meccanismi biologici e
sociali diventano parte di un intreccio di relazioni micro e macro, biologiche e tecnologiche.
Nel cortometraggio, un’intelligenza artificiale avvia un viaggio per risolvere il problema della
riproduzione umana, compromessa da un nuovo virus. Per comprendere la natura dell’essere umano
e le relazioni tra le specie, la IA si allontana dal suo creatore, adottando una prospettiva esospecie,
esplora forme di vita non mammifere su varie scale dimensionali, dai sistemi cellulari alle strutture
complesse, costruendo una “matrioska” di organismi interconnessi. Attraverso questa ricerca,
giunge alla conclusione che ogni vita è una rete di vite e propone all’essere umano una nuova
relazione simbiotica tra virus, DNA umano e tecnologia artificiale.
Chtonia diventa così un laboratorio speculativo di integrazione tra entità biologiche macroscopiche,
microscopiche e artificiali, articolato in modo non gerarchico. L’essere umano è ripensato non come
individuo isolato, ma come colonia vivente composta da microbi, dati, connessioni. Tra le altre forme
di vita generate, introduce Kin — dal termine kin, che in Haraway evoca la “parentela responsabile” e
la possibilità di costruire legami non genealogici tra specie, esseri e tecnologie. Kin è una forma di
vita grande quanto un atomo, simbolo di coscienza distribuita e capacità di connessione: un’entità
che agisce al di fuori della percezione individuale e separata propria dell’antropocentrismo.
Attraverso la piattaforma web in espansione chtonia.com, il progetto diventa così un ecosistema
teorico e visivo in continua evoluzione, dove l’interazione tra intelligenze artificiali e umani, dà vita a
nuovi ambienti, nuove creature e nuovi indirizzi speculativi.
Mentre il cortometraggio, le creature, i testi e le musiche sono interamente realizzati dall’artista, la
voce narrante è generata dalla IA, così come fase successiva del progetto apre un dialogo con le
intelligenze artificiali, addestrate a “pensarsi come Chtonia” e a esplorare le questioni del suo mondo,
in un dialogo mediato con l’artista. Come la protagonista del corto seleziona moduli di realtà per
costruire la propria esistenza, così le IA iniziano a generare teorie, forme e relazioni per estendere
l’universo narrativo che viene poi modellato ed assemblato dall’essere umano.
Il mondo narrativo di Chtonia diventa una speculazione viva: un organismo teorico e visivo che
propone un nuovo paradigma di simbiosi tra virus, tecnologia e umanità, riconoscendo in ciascuno la
stessa logica nodale che struttura le reti biologiche e computazionali. È una riflessione sull’identità e
sulla possibilità di un pensiero post-antropocentrico, dove concetti come individuo, corpo e genere,
vengono disciolti e riprogettati con l’aiuto di nuove forme di vita, in un sistema modulare dove nulla
ha un confine o un limite se non possibilità connettive che attraversano dimensioni e spazi teorici
digitali.