Descrizione Opera / Biografia
Descrizione dell’opera presentata
Curtainwall: il nonluogo dell’anima
Metafora dell’esistenza umana
olio, grafite e stucco su tela
200cmx200cm (Opera in 4 moduli da 100cmx100cm)
Curtainwall rappresenta il nonluogo dell’anima, una visione estremizzata del corpo come simulacro dell’essere, che da esso si è sradicato.
Curtainwall è il muro mentale, il muro dell’incomunicabilità.
L’assenza gravitazionale che aveva permeato gli episodi precedenti del ciclo ”La caduta delle aureole”, qui scompare del tutto per cedere il posto a una tangibilità che rende terreni i corpi, all’interno dei quali non sembra essere ospitata nessuna anima. Il dolore tramuta in icone, l’afasia cristallizza i corpi: corpi come luogo mentale, dove il peso dell’esistenza li relega a pura materia, spogliati dell’essenza della vita.
Essi sono luogo di ambivalenze: piacere e dolore, forza e fragilità, identità e alterità, emozione e materia.
La torre di Babele ha smesso di parlare, essa non simboleggia più un linguaggio incomprensibile, caotico, dispersivo ma sottolinea l’estrema rinuncia al suo utilizzo e l’assenza del volto ne rappresenta la perdita della parte intellettuale.
Il muro si sta sgretolando, le immagini hanno perso rigidità.
Prefabbricato e non-strutturale come un Curteinwall, sono i cardini intorno ai quali ruota questo momento emotivo.
“Prefabbricato” sottolinea l’omologazione dell’essere che perde la sua identità: assorbito dalla massa, si fonde in un unico agglomerato, dal quale cerca di allontanarsi per recuperare la sua forma, all’interno di uno spazio fluido fatto di suoni e di rumori.
“Non-portante”, come quando è la fragilità a diventare struttura.
Biografia Maria Neola, ricerca artistica
“Nel buio dell’ardesia, il gesso, bianco e polveroso, graffia e illumina immagini indelebili della vita”.
Dopo essersi laureata con lode presso la facoltà di architettura di Napoli Federico II e perfezionata in grafica e design, si è dedicata, parallelamente alla professione di architetto, all’insegnamento della Storia dell’Arte e del Disegno, affinando, contemporaneamente, la tecnica di pittura su tavola e su tela.
A un certo punto è emersa con prepotenza l’esigenza di dar corpo a pensieri ed emozioni in un percorso figurativo che si snoda attraverso un ossimoro di colore, contenuto e forma che celebra lo scontro continuo tra due forze sussistenti: il decorrere del tempo che travolge e inebria e la sua cristallizzazione in un istante.
La ricerca artistica verte sull’interpretazione dell’imprevedibilità dell’esistenza che incombe sulle massicce eppur vulnerabili figure umane; esplora la condizione umana, sospesa tra follia e ragione.
All’interno di uno spazio silente, preludio alla libertà, la fisicità del corpo come luogo mentale, intreccia l’evanescenza dell’anima, alla ricerca della propria identità.
Tale ricerca vuole indurre a una riflessione sui molteplici aspetti della natura umana e di come l’arte possa amalgamarli in un connubio identitario.
Sono elogi, riflessioni, apologie, metafore che ci inducono a riflettere su alcuni temi della vita.
Principali esposizioni
Costante partecipazione a mostre nazionali e sul territorio (Milano, Venezia, Modena, Bologna, Ferrara, Monza, Tuscania, Forlì), a fiere di arte contemporanea, pubblicazioni su cataloghi d’Arte, articoli sulla Gazzetta di Modena, riconoscimenti, vendita tramite canali d’asta.
Premio Sgarbi 2021: selezionata direttamente dal prof. Vittorio Sgarbi tra i finalisti per il padiglione B fiera di Ferrara, con l’opera “La fatica di avere trent’anni”
Premio Maestri a Milano 2022 (in corso): selezionata con l’opera “La fatica di avere trent’anni”
I Mille di Sgarbi: selezionata per la mostra presso la Villa Reale di Monza dal 25 Marzo al 26 Aprile 2022
I Mille di Sgarbi, selezionata per la mostra presso la Villa Reale di Monza: 1giugno-18 giugno 2023 con l’opera: Confini: riflessione sull’incessante fluidità dell’essere.