OPERA IN CONCORSO | Sezione Grafica/Disegno

 | UMANO TROPPO UMANO

UMANO TROPPO UMANO
acrilico e smalti con elaborazione artistica digitale su plexiglass,
48x68cm

Mariangela Regoglioso

nato/a a Pontarlier (Francia)
residenza di lavoro/studio: Termoli, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


visualizzazioni: 266

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70x82 cm

Descrizione Opera / Biografia


Un percorso emotivo intensamente personale e al tempo stesso universale, che vuole esprimere il conflitto interiore nel nostro presente storico.
Titolo nietzschiano che diventa chiave interpretariva: sguardi e presenze concrete, non idealizzate, autentiche fino a incrinare la distanza estetica.
’Umano, troppo umano’ si muove sul confine tra la materia e il pensiero. Il plexiglass perché è un materiale che non nasconde nulla: la sua trasparenza obbliga l’opera a una sorta di onestà brutale, mettendo a nudo le stratificazioni dell’anima. È un invito per chi guarda a riconoscersi in quella ’frattura’ che ci rende, appunto, troppo umani.
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BIOGRAFIA
MARIANGELA REGOGLIOSO
Pittrice, illustratrice artista,
vive e lavora a Termoli, ha frequentato il liceo artistico di Pescara e l’Accademia di Belle Arti di Macerata con corsi di specializzazione in Tecniche dell’Affresco, Tecnologia del Marmo, Tecniche dell’Animazione e Psicologia della Forma. È stata professoressa di discipline pittoriche nel liceo Artistico di Termoli dal 1990 al 2020. Ha condiviso le esperienze di molti artisti come Andrea Pazienza, Pierluigi Buglioni, Luigi Di Sarro e tanti altri. Artista attiva nel proprio territorio, ha esposto in mostre personali e in numerose rassegne di Arte Contemporanea. Sulle sue opere hanno scritto Giuseppe Siani, Antonio Picariello, Pierluigi Buglioni, Nino Barone, Alessandra Signorile, Tommaso Evangelista, Carla Di Pardo.
La sua attività artistica inizia negli anni ”80 ” con una serie di opere informali e una lunga ricerca sulla sperimentazione del colore su materiali di supporto come il plexiglass.
Le opere realizzate negli anni ’80 si radicano profondamente nel contesto storico e culturale dell’epoca, ispirandosi ai movimenti artistici allora emergenti che riflettevano le tensioni sociali e politiche del momento.
In esse si ritrova l’urgenza espressiva tipica di un decennio segnato da contrasti, trasformazioni globali e nuove forme di ribellione visiva. L’arte si fa così specchio e strumento critico, dando forma a una sensibilità collettiva che attraversa i temi dell’identità, della memoria e del cambiamento sociale.
Tra le mostre personali recenti; “LA MEDUSA CHE SUONAVA IL PIANO” e “E’ L’UOMO CHE INTERPRETA L’ARTE O E’ L’ARTE CHE INTERPRETA L’UOMO?”