OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato

C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato
tecnica mista, tintura naturale su seta, legno, vetro, acqua
base 85 cm x 55 cm, altezza 190 cm

Marianna Piccini

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Reggello, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


Under 35

https://www.instagram.com/marianna_piccini/


visualizzazioni: 32

SHARE THIS

Altre opere

 | Dettaglio 1 C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato

Dettaglio 1 C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato
tecnica mista, tintura naturale su seta, legno, vetro, acqua
base 85 cm x 55 cm, altezza 190 cm

 | Dettaglio 2 C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato

Dettaglio 2 C.A.S.A. – Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato


 | Tessuto Urbano

Tessuto Urbano
tecnica mista, tintura naturale su cotone, metallo, plastica
30 cm x40 xm

Descrizione Opera / Biografia


C.A.S.A. è un’installazione che ripensa il concetto stesso dell’abitare. Nasce da una ricerca visiva sul rapporto tra corpo vivo e spazio antropico, sviluppata in occasione di una mostra collettiva a Firenze dedicata alla città come spazio fluido.
La struttura evoca un riparo essenziale, quasi trasparente grazie tessuto che la avvolge: non un luogo chiuso che separa, ma una soglia aperta all’attraversamento.
Il lavoro è stato preceduto da una ricerca materica legata al territorio. Un ruolo centrale è stato assunto dalle erbacce e dalle piante spontanee che crescono non volute nelle città, nelle crepe dei muri, nei vuoti urbani, negli spazi ignorati. Elementi spesso estirpati e considerati superflui, sono forme di vita che sopravvivono alle regole della città costruita dall’uomo per l’uomo, insinuandosi tra cemento e asfalto senza chiedere permesso.
Con queste piante è stato tinto il tessuto di seta che avvolge la struttura, ancorata al suolo da macerie, resti e frammenti dismessi di vecchi edifici: materiali edili che custodiscono la memoria dello spazio urbano.
L’acqua introduce invece una presenza fluida e trasparente, ma al tempo stesso vitale. Ogni città è attraversata da corsi d’acqua, la stessa sostanza che permette la vita.
L’opera propone una visione dell’abitare come condizione porosa e condivisa, in cui la casa diventa metafora della Terra: il primo spazio che tutti abitiamo insieme. Un luogo che accoglie, espone e mette in relazione. Un Corpo Ambientale Sensibilmente Abitato.