OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | ”Dialogo”

”Dialogo”
papercutting, carta fabriano 220 gr/m intagliata a mano e telaio per cucito
25 x 70 x 25 cm

Microamica

nato/a a Italia - Maniago (Pn)
residenza di lavoro/studio: Filottrano, ITALIA


iscritto/a dal 27 apr 2026

http://www.microamica.com


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Descrizione Opera / Biografia


L’opera trae ispirazione dal ‘Discorso sulle donne’ di Natalia Ginzburg e dalla risposta di Alba de Céspedes, pubblicati nel 1948 sulle pagine di ‘Mercurio’.
Due cilindri di carta, finemente intagliati a mano con la tecnica del papercutting, fluttuano sospesi e paralleli nell’aria. Appaiono come due pozzi leggeri che sembrano smaterializzare l’impenetrabile tangibilità di quella cavità oscura.
I confini del pozzo sono labili, proprio come il limite che l’artista cerca di evocare: quello tra natura e cultura, richiamando uno dei quesiti centrali posti da Ginzburg. Questa ‘terribile malinconia’ è insita nella natura femminile o è il frutto amaro di una secolare tradizione di sottomissione e schiavitù?
Questi pozzi di carta si popolano così di elementi naturali — flora e fauna a tratti amichevoli, a tratti ostili. Ma chi definisce la volontà della natura, il suo essere madre o matrigna, benigna o tossica? Con lo stesso controllo usato per monitorare e regolare i corpi e le identità femminili, l’arroganza maschile ha classificato e giudicato il mondo.
In questa giungla finemente intagliata, ci sono mani che nuotano per farsi strada, ansimando tra le difficoltà. Ci sono corpi che faticano a conformarsi a modelli e ruoli definiti, ma c’è anche il respiro profondo di chi, a pieni polmoni, scende negli abissi e da lì si affaccia sul mondo.
Nasco a Maniago (Pn) il 22/10/1987 e fin dall’infanzia coltivo l’interesse per il disegno e la manualità. A giugno 2006 mi diplomo all’Istituto Statale d’Arte a Cordenons (Pn) con la specializzazione in Grafica e fotografia. Durante gli anni delle scuole superiori studio e imparo le varie tecniche di stampa e me ne innamoro decidendo così di iscrivermi all’ISIA di Urbino per intraprendere il corso di laurea in Grafica e Comunicazione Visiva, in cui mi laureo nel 2012.
Finita l’università inizio un percorso di ricerca di uno stile personale arrivando così alla scelta della
tecnica del papercutting e partecipo a vari festival ed eventi come espositrice o tutor di workshop:
⁃ “Ratatà Festival” a Macerata nel 2017;
⁃ “Weekendoit Box” alla Fiera di Roma - workshop di papercutting nel 2017;
⁃ “Weekendoit” (festival di artigianato e design) ad Ancona nel 2018;
⁃ Workshop di papercutting alla Rinoteca (fablab) ad Ancona nel 2019;
⁃ Esposizione e workshop alla Biblioteca comunale di Maniago nel settembre 2019;
⁃ “Weekendoit box” - workshop di papercutting - zona Conce a Fabriano nel 2021;
⁃ “Tabula rasa” Visual Art Festival a Civitanova Marche nel 2021;
⁃ Esposizione presso lo show-room LAGO di Ancona nel 2022;
⁃ Esposizione a “Paratissima” a Torino nel 2022;
⁃ “Ratatà Festival” a Jesi - Aprile 2024;
⁃ “Tabula rasa” Visual Art Festival a Civitanova Marche - Luglio 2024;
⁃ “Notte nera” a Serra Dé Conti (An) - “Non indurisca il tuo cuore” - Agosto 2024;
⁃ Mostra collettiva “L’abitudine di cadere” a Montecassiano (An) - marzo 2025;
⁃ Expo Osaka - padiglione Italia sezione Friuli Venezia Giulia - 2025;
Ora realizzo quadri soprattutto su commissione.
I miei lavori sono realizzati con la tecnica del “papercutting”: intagliando la carta con precisione e minuzia racconto storie che omaggiano la ricerca della meraviglia che si nasconde nel tempo ordinario, quello che per lo più ignoriamo, quello silente della natura e dei giorni neri sul calendario.
Traggo ispirazione dal bello che si cela nelle nostre piccole coreografie del quotidiano, soprattutto al fare felice, alla cura e alla dedizione che necessita un lavoro ben eseguito.
Le mani sono dei soggetti che prediligo perché ritraggono l’atto di compiere azioni tutt’altro che straordinarie, semplici ma meravigliose nel loro agire.
Voglio celebrare la terra e la natura attraverso la sommersa bellezza dell’ordinario vegetale, rappresentando essenze e fiori, nonché animali.
Le mie opere sono un’ode laica al paesaggio e alle stagioni, al tempo che nutre e rigenera, allo stupore bambino originato dal mondo. Quello stupore che crescendo, come individui e come specie, abbiamo perduto e che sta tutto nell’intimo legame che ci stringe al macro come al micro.