ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | Assenza urbana

Assenza urbana
pittura acrilica, tela
150x80

Serena Larosa

born in Biella
work/study place: Livorno, ITALIA


in contest since Apr 29, 2026


Under 35


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Artwork description / Biography


Nel mio progetto vado a ricercare un forte contrasto che rende gli edifici masse compatte, quasi impenetrabili. In questo processo, la pittura diventa uno strumento di trasformazione, attraverso il quale semplifico le forme e amplifico le atmosfere, fino a sospendere il riconoscimento stesso dei luoghi. In questo dipinto il soggetto rappresentato e il grattacielo situato in piazza Matteotti a Livorno.
Il vuoto assume un ruolo centrale, non come assenza, ma come spazio carico di tensione. È ciò che permette alla città di diventare altro, di sottrarsi alla sua funzione quotidiana e familiare. Il cielo interviene come elemento marginale ma incisivo, isolando ulteriormente gli edifici e accentuandone la presenza. Ne nasce una sensazione di silenzio e immobilità, simile a quel momento che precede una tempesta, quando tutto sembra appartenere a una realtà sospesa e distante.
In questa dimensione, lo sguardo è costretto a interrogarsi. Avremmo mai riconosciuto un palazzo della nostra città se non fosse per la memoria automatica del percorso quotidiano? Ciò che attraversiamo ogni giorno senza attenzione diventa improvvisamente estraneo, quasi sconosciuto. La città, vissuta ma non realmente osservata, riemerge come spazio di dubbio. Il dialogo tra cielo e architettura contribuisce così a mettere in crisi la percezione del reale, aprendo interrogativi sulla sua natura. Il passaggio dalla città osservata alla città interpretata si configura come un processo di progressiva interiorizzazione dello spazio urbano.
Questa scelta vuole essere metafora di una condizione esistenziale.Colloco il mio lavoro in uno spazio di confine in cui rappresentazione e percezione coesistono, dove l’immagine non ha il compito di spiegare, ma di interrogare.
Ed è proprio in questa incertezza che si genera il senso della mia ricerca, un continuo interrogarsi sul vedere, sull’esistere e sul rapporto tra ciò che appare e ciò che sfugge. La città non è più solo luogo abitato, ma esperienza mentale e percettiva, in cui anche l’ordinario diventa estraneo e quindi rivelatore.