Descrizione Opera / Biografia
Grand Tour è un ciclo di lavori pittorici che rappresenta alcuni bizzarri Souvenir d’Italie che non coincidono con gli edifici del tradizionale viaggio di formazione degli aristocratici europei del XVII e XVIII secolo, tantomeno gli itinerari consueti proposti dai nuovi Beadeker della contemporaneità, quelle Lonely Planet e Guide du Routard che armano le falangi del turismo massificato. Al contrario sono itinerari inconsueti appartenenti ad un passato più recente e forse meno platealmente pittoresco, quello rappresentato dal Ventennio tra le due guerre. le mete del viaggio diventano, così, le costruzioni progettate da architetti come Luigi Moretti, Marcello Piacentini, Giuseppe Terragni e Piero Portaluppi, opere nate in un momento storico in cui l’architettura era investita di una funzione rappresentativa e civile chiamata ad esprimere un’idea di ordine, di modernità e di identità collettiva. Sono architetture che costituiscono oggi una presenza stabile nel paesaggio urbano italiano, sebbene vengano utilizzate con funzioni diverse da quelle per cui erano state concepite. Il tempo ha modificato il loro significato, lasciando intatta la forma estetica originaria. Il senso del lavoro è quello di interrogarci sulle tracce del passato, con tutti gli strascichi e le declinazioni più scomode, cercando di separare la costruzione di un potere ingiusto dai propri residui fisici.
All’interno di questi luoghi compaiono figure di piccole dimensioni, per lo più gruppi di persone colte in un’atmosfera feriale, durante momenti di pausa, di svago, di attesa. Sono turisti provvisori, visitatori temporanei che sostano su prati e piazze; talvolta sono personaggi solitari inghiottiti dal paesaggio architettonico, come certe vedute di Giovanni Pannini e Luigi Vanvitelli, intenti a percorrere, nella canicola estiva, luoghi metafisici e silenti.