OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Il mercatino di Pandora

Il mercatino di Pandora
raccolta di oggetti,
variabili in base al tavolo che ospita la coperta con tutti gli oggetti.

Strofe di Taverna

nato/a a Mirandola (MO)
residenza di lavoro/studio: Firenze, ITALIA


iscritto/a dal 29 apr 2026


Under 35


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Altre opere

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE OPERA:
Pandora in greco antico significa “colei che ha tutti i doni”. L’apertura del famoso vaso diffuse sulla Terra la complessità. Ad oggi, questa, dopo Olocausti, guerre, scoperte, conquiste, campagne elettorali ed evasioni fiscali, arriva su questo tavolo sotto forma di oggetti-ossimoro.
Hitlerbier, Gaza Cola, Sambuca Operaia GKN, libri dell’ayatollah Khomeini indirizzati ai giovani occidentali, acqua di Sara Funaro sindaca di Firenze, figurina di Giuseppe Stalin giocatore del Perugia e tanto (tantissimo) altro.
Ciò che caratterizza questi oggetti è la loro apparente facilità, sembrano cianfrusaglie.
Però, cosa c’entrano l’uno con l’altro? Si tratta di scherzi oppure chi li ha creati fa sul serio? Il capitalismo si è mangiato le idee alla loro base, oppure quelle idee non hanno mai davvero resistito al capitalismo? Cos’è il potere?
Qual è il punto più basso? Un genocidio oppure l’oggetto regolarmente acquistabile in Italia (a Predappio) con il volto del dittatore che lo ha voluto?
Dall’altra parte, a controbilanciare questo abisso, ecco la Gaza Cola, nata proprio all’interno di un genocidio. Estetica Coca Cola ma logica inversa: il profitto non è il fine -la fine- ma un mezzo per un’operazione positiva.
Come citava Hannah Arendt ne Le Origini del Totalitarismo: “le persone normali non sanno che tutto è possibile”. Complessità, umanità.
Tre penne, una rossa, una nera e una bianca. La prima, regalata dal PMLI, ha uno sticker con Falce e Martello accompagnata dall’effige di MAO; la seconda proveniente, invece, dal negozio di souvenir Predappio Tricolore, reca l’immagine ed un motto di Benito Mussolini; l’ultima l’ho trovata al Patronato UIL ed è decorata da un inclusivo arcobaleno.
A chi appartiene quale penna, però, lo si capisce solo dall’immagine, non dalla sostanza. Si tratta dello stesso identico modello di penna.
Per parafrase Arendt con le parole del payoff di Adidas “Impossible is nothing”.
Il tavolo è tutto da scoprire.
BIOGRAFIA:
Enrico Budri nasce a Mirandola (MO) il 27/05/1999. Vive a Firenze, dove insegna e lavora come artista e tecnico della formazione.
L’autore ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ma la sua formazione è stata più che altro esterna. Collabora con associazioni ed enti e continua a studiare frequentando archivi e spostandosi per i suoi progetti.