Descrizione Opera / Biografia
Questa tavola in terracotta fa parte di una serie di un polittico di tavole simili create con la stessa tecnica e con argille varie, realizzate proprio con una tecnica che ho personalmente creato affinché queste sculture godano di un testo in braille in rilievo leggibile.
I testi che ho ”scritto” sono estratti, paragrafi di personali poesie o pensieri.
Volevo realizzare una scultura che potesse essere fruibile non solo attraverso la vista ma anche che potesse essere idealmente fruita anche con sensi diversi.
Ho voluto non incidere, ma dare un vero e proprio corpo scultoreo e fisico alle parole, facendole proprio albergare in una stele di terracotta
Idealmente vedo il braille come mezzo di fruizione non istantanea, contro l’immediatezza della fruizione di un pensiero e di un testo.
Allego il testo della tavola:
”Non abbiamo imparato a salutarci ancora
Continuiamo a non conoscerci o a non volerlo fare
Poi ci appariamo e ci inventiamo
Mi chiedo se e passato troppo di fianco a te e se e il momento di toccarsi
Mentre mi chiedo che parola apparecchiare decido di avvicinarmi
Il bacio lo aspettavi
E dopo eccone ancora altri
Ed e come sentirsi su arrampicare
Verso la chioma dei tanti baci è un foglio vuoto
Tutto nelle nostre palpebre il buio
Inizio credo a dimenticare
Le nostre mani si cercano senza chiedersi
E penare sul cosa, sul quando,
Su quello che non ci viene purtroppo naturale fare
Diventa improvvisamente facile
Le punte si suonano una a una
E si chiudono in un sigillo
Mentre i polsi si fermano uniti
E iniziano a palpitare
Sono due edere che si intrecciano
Mentre i dubbi germoglieranno forti
Sopra questo dilemma atroce
Se ha a nostro modo senso il nostro amare”