OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Prima il sacchetto, ora i calzini.

Prima il sacchetto, ora i calzini.
acrilico, tela
60x60

V I N A U L I

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Vetto, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

http://www.vinauli.it


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Descrizione Opera / Biografia


’Prima il sacchetto, ora i calzini’, fa parte della serie ’Sogno o son desto’, un lavoro che nasce da stereotipi, linguaggi automatici e dinamiche quotidiane che continuiamo a ripetere quasi senza pensarci. L’immagine usa una situazione apparentemente banale e anche un po’ ridicola per parlare di desiderio, feticismo e bisogno continuo di trasformare il corpo in qualcosa da guardare e consumare.La scritta, il piede con il calzino bianco e l’atmosfera sporca e istintiva dell’opera trasformano una scena quasi adolescenziale in qualcosa di più ambiguo e disturbante.E’ sul confine tra ironia, disagio e attrazione, e lascia emergere quel lato compulsivo e spesso poco elegante del desiderio contemporaneo.
BIO
V I N A U L I è il progetto artistico di Marcello Vincenzo Mattioli.
Dopo un lungo percorso tra imprenditoria, marketing, comunicazione e sport professionistico, decide di spostare completamente il proprio lavoro verso la pittura e la ricerca visiva. L’esperienza nel mondo della comunicazione e delle dinamiche sociali entra direttamente nella sua pratica artistica, influenzando il modo in cui affronta identità, linguaggio e costruzione dell’individuo contemporaneo.
La sua ricerca, raccolta sotto il titolo ’Manuale di Deformazione Umana’, si sviluppa attraverso tre serie collegate: Quasi niente, Scheletro emotivo e Sogno o son desto. Il lavoro nasce dal bisogno di capire come si forma una persona e quanto il mondo intorno finisca per deformarla lentamente.
V I N A U L I non cerca una pittura decorativa o rassicurante. Cerca immagini semplici ma difficili da dimenticare, capaci di lasciare addosso una sensazione più che una spiegazione. Vive e lavora sull’Appennino reggiano.
ARTIST STATEMENT
V I N A U L I costruisce immagini che parlano di ciò che resta sotto la superficie delle persone.
La sua ricerca si sviluppa attraverso tre serie collegate — ’Quasi niente’, ’Scheletro emotivo’ e ’Sogno o son desto’ — che affrontano lo stesso tema da punti diversi: memoria, identità, relazioni umane e pressione del presente.
In ’Quasi niente’ tutto viene ridotto al minimo. Restano segni, colori, presenze leggere, come ricordi che non riescono a sparire del tutto.
In ’Scheletro emotivo’ le figure entrano nello spazio e iniziano a confrontarsi con distanza, fiducia, isolamento e trasformazione. Le opere non raccontano storie precise. Mostrano tensioni interiori.
In ’Sogno o son desto’ emerge invece il rumore contemporaneo: frasi fatte, stereotipi, linguaggi sociali, immagini consumate continuamente fino a perdere significato. La pittura diventa più sporca, più diretta, più ironica.
Il lavoro di V I N A U L I nasce dal bisogno di creare immagini semplici ma difficili da dimenticare.
Non cerca la decorazione. Non cerca l’effetto.
Cerca punti di contatto tra esperienza personale e condizione collettiva.