OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | A.I. Caduti

A.I. Caduti
olio, tela
165x120 cm

Yarid Bandilli

nato/a a Desio
residenza di lavoro/studio: Nova Milanese, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


Under 35


visualizzazioni: 89

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Descrizione Opera / Biografia


A.I. Caduti è una serie di tre ritratti che indaga la trasformazione della rappresentazione dell’identità umana attraverso l’immagine. Il progetto si sviluppa a partire da una linea storica precisa: dalla pittura, tradizionalmente legata alla costruzione e trasmissione dell’identità, in particolare nei ritratti ufficiali, alla fotografia, strumento di identificazione standardizzata (fototessere, documenti), fino ai sistemi contemporanei di generazione artificiale.
In questo passaggio, l’immagine perde progressivamente il suo legame con un referente reale. Il volto, da testimonianza di un individuo, diventa dato, superficie generabile, modello riproducibile. Il lavoro si concentra in particolare su This Person Does Not Exist, piattaforma basata su reti neurali che produce volti altamente realistici di persone inesistenti. Queste immagini, pur prive di un’identità reale, risultano credibili e riconoscibili, al punto da essere utilizzate per la creazione di profili falsi, mettendo in crisi i sistemi di fiducia legati al volto.
I dipinti nascono dalla trasposizione pittorica di queste immagini generate artificialmente. Il gesto pittorico, storicamente associato alla costruzione dell’identità, viene qui applicato a soggetti privi di esistenza. Il ritratto non rappresenta più una persona, ma la simulazione di un volto.
La scelta dello sfocato introduce un ulteriore livello di riflessione. Da un lato, segnala la perdita di definizione dell’identità: il volto non è pienamente leggibile, sfugge alla riconoscibilità. Dall’altro, richiama il processo stesso di generazione dell’immagine artificiale, in cui il volto emerge progressivamente da una massa indistinta di dati.
Il lavoro si colloca così in una tensione tra presenza e assenza. Ciò che appare familiare, il volto umano, è in realtà privo di origine. Il ritratto, anziché affermare un’identità, ne evidenzia la dissoluzione. A.I. Caduti riflette sullo statuto contemporaneo dell’immagine e sul suo rapporto con l’identità, mostrando come, nell’era dell’intelligenza artificiale, la somiglianza non sia più garanzia di esistenza.
Yarid Bandilli (1999) è un artista visivo attualmente iscritto al Biennio di Arti Visive Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia. Ha conseguito la Laurea Triennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
La sua ricerca indaga il reale come costruzione percettiva, prodotta e validata attraverso immagini e sistemi di visione. Ciò che viene comunemente considerato realtà non è inteso come un dato stabile, ma come il risultato di mediazioni visive, tecnologiche e culturali.
Disegno, pittura, fotografia e installazione non vengono utilizzati per rappresentare il mondo, ma per rendere visibili i processi che ne determinano la credibilità. Le immagini, nella sua pratica, non descrivono semplicemente il reale, ma lo costruiscono, lo alterano o ne mettono in crisi la percezione.
In questo contesto, l’immagine perde il proprio statuto di prova e si manifesta come struttura instabile. L’identità si separa dal referente, mentre la memoria emerge come processo dipendente dai dispositivi e dai mezzi che la registrano.
Il lavoro quindi si sviluppa attraverso tensioni tra verità e plausibilità, presenza e assenza, documento e finzione. Attraverso cortocircuiti percettivi, le opere non restituiscono il reale in maniera oggettiva, ma ne espongono i meccanismi di costruzione, aprendo uno spazio di dubbio su ciò che viene visto e ritenuto conoscibile.