Descrizione Opera / Biografia
“E sarà come se non fossi mai stato” di Studio YOWP inizia da un autoritratto - o meglio - con un autoritratto: un disegno del volto dell’artista Mauriziojacopo Andriolo tracciato a fusaggine con una linea spessa e materica. L’oggettività apparentemente intrinseca nella scelta del punto di vista frontale, quasi da fototessera, entrava in contrasto con la densità del tratto. L’autoritratto in questa forma non esiste più: l’artista lo ha lasciato nello studio di via San Tomaso 66 a disposizione di chiunque accettasse di intervenire e di modificarlo. Durante questo processo il disegno si è perso, disperso, è diventato qualcosa d’altro di cui l’artista non ha potuto avere il controllo. Ogni fase della trasformazione è stata fotografata e ogni fotografia è stata montata in un video musicato da Federico Brevi in cui il disegno si anima delle mutazioni che ha subito.
L’artista ha voluto che la superficie con impresso il suo volto potesse essere liberamente trasformata. La deformazione è diventata un’animazione.
In questo lavoro risuonano le tecniche effimere di W. Kentridge, la dimensione in divenire dell’arte processuale, dove il lavoro finale è il risultato di un concatenarsi e di un sovrapporsi di eventi, quella partecipata e partecipativa delle pratiche relazionali. Osservando la forma attuale delle tracce di carboncino sulla carta ci si potrebbe chiedere dove sia l’opera, se nella temporalità sequenziale e rassicurante del video, se nella superficie stratificata delle cancellature, se nei gesti e nei tratti di chi ha agito sul disegno collettivo. E rimane il dubbio di un tentativo volutamente fallimentare di una narrazione autobiografica che rifiuta l’assunzione di un punto di vista e di una presa di posizione, ma si lascia perdere in un metaforico percorso a tratti sognante a tratti mostruoso, rimasto senza un reale compimento che non sia anch’esso casuale e disarmato. Del resto come scrive Pablo Neruda nella poesia che ha ispirato il titolo del lavoro: Un giorno, questo è certo, / non ci saremo più, / e chi potrà ricordarsi / del nostro piccolo mondo insieme?